Anac: polemica 5stelle ridicola, avvoltoi della politica strumentalizzano le parole di Cantone

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di Roberto Nativi

“La polemica orchestrata dal Movimento cinque stelle sul caso Anac è del tutto ridicola. Non c’è alcun motivo che possa spingere il Pd e il Governo a privare Cantone dei poteri che lo stesso Renzi gli ha messo a disposizione. Il ministro Delrio e il presidente del Consiglio Gentiloni hanno risposto prontamente e opportunamente che si tratta di un problema tecnico facilmente risolvibile in tempi brevissimi. Cantone giustamente lo ha segnalato e subito gli avvoltoi della politica hanno strumentalizzato le sue parole. A differenza dei Cinque stelle che passano il tempo a guardare la pagliuzza negli occhi degli avversari politici anziché pensare alla trave che c’è nei propri – basti pensare al caso firme false a Palermo – il Pd, soprattutto da quando Renzi ne è alla guida, è diventato l’unico garante credibile della legalità e della trasparenza in questo Paese”.

Governo: PD unica via tra un centrodestra vecchio e attraversato dall’antipolitica

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di Roberto Nativi

“Questo nuovo centro destra unito sotto un’unica stella (Berlusconi) e che ambisce al 40% non capisco proprio da dove comincerà a mettere insieme i pezzi: Salvini ha ribadito proprio oggi che vuole ‘vincere e cambiare il paese’, non credo intendesse all’ombra di qualcun altro che diventerà leader della coalizione. Contestualmente non è pensabile che una forza moderata possa farsi guidare da Salvini, sarebbe una contraddizione in termini. Dagli altri partiti coinvolti non arrivano notizie, c’è stato un incontro Meloni – Berlusconi ma non è uscito alcun accordo condiviso, in buona sostanza e togliendo tutti proclami vuoti, il nuovo centro destra è la vecchia Forza Italia. Questo strano corso della politica che deve confrontarsi con l’anti politica, la post verità, le fake news deve essere affrontato con le idee e con le soluzioni, non con le urla da salotto televisivo. Noi siamo pronti ad accettare la sfida convinti di essere l’unica alternativa reale all’incompetenza e al populismo”.

M5S: firme false e rinvii a giudizio

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di Roberto Nativi

“Chi è causa del suo male pianga se stesso. Ecco cosa mi viene in mento quando leggo della richiesta di rinvio a giudizio dei tre deputati pentastellati a Palermo. Cos’altro si può dire? Ormai non fanno in tempo a rimediare a una figuraccia che subito devono cercare di recuperare su un’altra. Ieri i rumeni, oggi Palermo per non parlare di Genova. L’impressione è che più passa il tempo più vengono a galla le anomalie del movimento. Pensano di essere più scaltri e si fingono i difensori della democrazia. Ma i fatti dicono ben altro e ormai gli italiani si sono accorti di quanto poco ci sia sotto la superficie”.

Costruire e non distruggere: I Troll e la mala informazione

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di Roberto Nativi

“Costruire un area Socialista nel PD è una grande ambizione, ma è anche una necessità che

avvertiamo nel Paese. Ci vuole impegno e passione e una grande determinazione. Per chi come noi

viene da un percorso socialista, il rispetto e l’ascolto sono i criteri base su cui fondarla. Matteo

Renzi ha iniziato la sua avventura usando lo slogan “mettiamoci la faccia”, impegniamoci, perché

solo da un impegno personale si può davvero ricostruire questo Paese. Il vero problema è che ormai

siamo molto più abituati a dare giudizi, che ad ascoltare e dibattere, perché per dare un giudizio ci

vuole un attimo per confrontarsi, ci vuole passione ed interesse. La rete ha se possibile decuplicato

questa situazione, insieme ad un certo modo di fare stampa in cui prima si attacca con grandi titoli e

poi magari si ritratta in ultima pagina in piccolo, tanto ormai il danno è fatto. E’ di oggi il caso di

Tiziano Renzi, ma ben altri ce ne sono stati e ce ne saranno. Ormai la disinformazione, e l’attacco è

diventato il modo di fare Politica. Sfruttando la frustrazione delle persone, il loro malcontento. In un

gioco in cui non si deve puntare ad essere migliori, ma tutti mediocri.

A questo modo di fare noi opponiamo una logica opposta, noi creiamo un contenitore dove

esprimersi e dibattere e far uscire una linea programmatica, ed evidenziare il MERITO e ascoltare il

BISOGNO perché a noi interessa il dibattito, e dare spazio a chi ha qualcosa da dire. A noi interessa

costruire e non distruggere.

Sull’egida dei distruttori ecco che nascono i TROLL, chi sono?

Creature del buio, senza volto che armati di tastiera sputano sentenze definitive su chiunque,

nascosti dietro a falsi profili social, privati di ogni responsabilità e a, quanto pare, impunibili, ed in

molti casi organizzati ad arte.

Sono i fenomeni più distruttivi della rete, agitatori , disturbatori che non si capisce se siano causa o

effetto dell’inasprirsi dei toni della società, una società che ci appare ogni giorno più violenta e

meno incline a qualsiasi tipo di dialogo. Il fine dei cosiddetti troll è quello di annientare, di giudicare

senza appello, di costringere i vari interlocutori a rispondere per le rime. Si tratta di personaggi così

miserevoli che faremmo anche a meno di parlarne se non fosse che il loro agire crea danni.

Nell’epoca in cui si cerca di combattere le fake news, spesso loro ne sono i paladini e i diffusori,

nell’epoca in cui si cerca di porre un argine al bullismo o cyber bullismo loro ne sono i maggiori

responsabili

Secondo una ricerca del Pew Research Center risalente a due anni fa e riportata da TIME, il 70%

dei giovani tra i 18 e i 24 anni che usano Internet hanno sperimentato questo tipo di violenza e il

26% delle donne della stessa età ha ammesso di aver sperimentato lo stalking online.

Malati di narcisismo, sadismo e psicopatia questi personaggi godono nell’infliggere violenza e

nell’insultare, al sicuro riparo da qualsiasi azione legale nascosti dietro false identità.

In una ricerca su Personality and Individual Differences, un’importante rivista di psicologia, dal

titolo “Trolls just want to have fun” (“I troll si vogliono soltanto divertire”) la definizione

“scientifica” che viene data di troll nell’articolo è quella di una persona che si comporta in maniera

«ingannevole, distruttiva o disturbante in un contesto sociale su internet.

Cosa spinge queste persone ad agire in questo modo non lo sappiamo , probabilmente si tratta di

personaggi sadici patentemente anche nella vita reale che dietro l’anonimato concesso dalla rete

riescono a dare il peggio di sé. Nei casi più gravi di stalking la polizia postale può dietro denuncia

intervenire, mentre i social network ben poco possono per arginare il fenomeno se non ci sono

gravissime violazioni. Il problema rimane però nella zona grigia, in quell’ambito cioè in cui i troll

intervengono da giustizieri, senza argomentare nulla , ma influenzando in maniera demagogica

anche lo scontro politico, alimentando i focolai di tensione e dando un appoggio ai fenomeni più

radicali di questi tempi. Sono un pericolo di fronte al quale siamo indifesi e per il quale l’unica

soluzione sia il buon senso. Quest’ultimo ci impone una sola ricetta: ignorarli. Le personalità

narcisistiche infatti soffrono nell’essere ignorate. Occorre quindi mantenere il sangue freddo, non

dare sponda e non gonfiare lo sterminato ego di tali personaggi.

A chi inneggia alla ruspa, a chi insulta con quel qualunquismo per cui sono tutti “ladri”, tutti da

“mandare a casa” ma non si fa nessun esame di coscienza chiedendosi dove fosse stato in questi

anni dove nel bene o nel male si è potuto sempre scegliere democraticamente da che parte stare, va

opposto solo del sano menefreghismo, ma anche il pragmatismo del fare, perché a chi sa solo

strillare si devono opporre fatti inoppugnabili. Così si fa il bene del Paese, lavorando a testa bassa.

Le buona azioni fanno più rumore del ticchettio di qualsiasi tastiera, per questo noi di D&S

continueremo a dare spazio a tutti, banneremo solo chi offende, ma rispetteremo le opinioni

avverse, perché anche da un cumulo di macerie può sbocciare un fiore e a noi interessa ricostruire

da quel fiore, e non criticarlo o aspettare che appassisca per dire che tutto non funziona”.

PRODUZIONE INDUSTRIALE ITALIANA IN CRESCITA GRAZIE ALLE RIFORME FATTE DA RENZI

Di Roberto Nativi

“Quando la produzione industriale italiana cresce in un solo mese dell’1% e in un anno del 1,9% vuol dire che il governo ha agito nella direzione corretta. Questi ottimi risultati sono il frutto del lavoro del governo Renzi e delle sue riforme che hanno permesso al comparto industriale di crescere e di far rialzare la testa all’Italia come ci ha detto l’Istat. L’augurio è che la strada intrapresa non si interrompa, magari con l’arrivo a palazzo Chigi di una compagine scompaginata come quella dei 5 Stelle, ma che prosegui con un nuovo governo sia Matteo Renzi, l’unico in grado di far uscire l’Italia dalla crisi”.

Nessuno si senta escluso, la politica come casa di tutti

di Filippo Benelli

“Questa, a buon diritto può dirsi una frase fatta, ma se analizzata approfonditamente può rivelarsi un meraviglioso manifesto elettorale.
Se si pone con attenzione lo sguardo sulla nostra società dai diversi angoli e in diversi strati quello che emerge è la disperata situazione di emarginazione sociale e individuale che a più livelli colpisce la collettività. L’emarginazione una situazione di disagio materiale e sociale della formazione sociale, che rientra nel concetto legale di esclusione sociale in stretta relazione con situazioni di povertà e di discriminazione. Ma non solo. L’emarginazione e l’esclusione sono figlie del vuoto di conoscenza. Non si può sentirsi parte di qualcosa che sfugge alla conoscenza e per il quale non si prova alcuna empatia. A diversi livelli questa situazione genera danni immensi.
Non possiamo sentirci responsabili della cosa pubblica se non la si conosce e non la si sente come casa propria. La mancanza di formazione in tal senso ha portato intere generazioni a considerare l’insieme dei possedimenti, dei diritti e degli interessi del popolo come a qualcosa altro da noi, come se nel parlare di diritti e doveri costituzionalmente sanciti non si facesse riferimento alla vita di ognuno.
Allo stesso tempo non si può valutare con le necessarie razionalità e serenità le questioni dell’immigrazione, se non si conoscono le ragioni del fenomeno e la storia e cultura che si nascondono dietro il percorso umano di quelli che noi vediamo solo come “disperati”.
E anche nel caso dell’Europa non si può pensare che i cittadini possano sentirsi parte del processo di integrazione se di quel processo non ne conoscono i meccanismi e le ragioni.
La ricetta diventa allora una sola : l’ampliamento della conoscenza, ovvero la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l’esperienza o l’apprendimento. Per far sì che tale ricetta non rimanga un semplice enunciato occorre mettere in campo tutta una serie di azioni volte a sviluppare la conoscenza, unica e sola medicina per curare l’emarginazione.
Si torni a parlare di scuola e formazione come cardine dello sviluppo sociale. Da lì deve partire quel percorso che, attraverso lo studio dei diritti e doveri costituzionali, del diritto e delle istituzioni nazionali ed europee, della storia e della geografia politica del mondo porti a trasformare gli uomini in cittadini. E sì perché cittadini non si nasce ma si diventa e lo si diventa maturando la consapevolezza che nessuno in una società debba sentirsi inutile. Il contrario di emarginazione sociale diventa quindi INCLUSIONE, l’unico stato in grado di abbattere le discriminazioni, in grado di spingere verso il cambiamento del sistema culturale e sociale per favorire la partecipazione attiva e completa di tutti gli individui. Creando contesti inclusivi è possibile allora includere le differenze di tutti, eliminando ogni forma di barriera.
Se alla base del concetto di inclusione c è quello di conoscenza, il contrario di quest’ultima, ovvero l’ignoranza è la più grande responsabile del successo di quei populismi che hanno portato il dialogo sociale sul piano dello scontro violento.
Non rimane quindi che tornare a Dante e dire con lui: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza»”.

I DATI SONO INCONTROVERTIBILI: POTERE D’ACQUISTO PER LE FAMIGLIE MAI STATO COSÌ ALTO DA 15 ANNI A QUESTA PARTE, IL LAVORO DI RENZI E DEL SUO ESECUTIVO HANNO LAVORATO PER QUESTO, ORGOGLIOSI DELLE NOSTRE BATTAGLIE

Di Roberto Nativi

“Da 15 anni le famiglie italiane non avevano un potere d’acquisto così alto: è aumentato nel 2016 di 1,6 punti percentuale, il rialzo maggiore dal 2011. Ora potranno cominciare con tutte le strumentalizzazioni politiche del caso, ma il dato è incontrovertibile ed è frutto del lavoro certosino di Matteo Renzi e di tutto il suo team. Fin dal primo giorno l’esecutivo guidato da Renzi ha dichiarato di voler lavorare per arrivare a questo, siamo molto felici che i dati oggi ci diano ragione. La strada è ancora lunga e i problemi di un paese impantanato da oltre 20 anni non si risolvono con un colpo di spugna, ma manovre come gli 80 euro, il Jobs act e la buona scuola evidentemente a qualcosa sono servite. C’è molto da migliorare ma oggi siamo orgogliosi più che mai delle nostre battaglie”.

PD: RENZI SI CONFERMA LEADER DI PARTITO E IL MIO RINGRAZIAMENTO VA A TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO IN QUESTI GIORNI DIMOSTRANDO CHE C’È ANCORA VOGLIA DI CREDERE NELLA POLITICA

di Roberto Nativi

“Ci sono ancora dei dubbi sul numero esatto di votanti e sulle percentuali ottenute da ciascun candidato ma possiamo già tirare delle conclusioni: la prima è che Matteo Renzi si conferma leader del partito e in lui sono riposte le speranze di gran parte del Pd. La seconda è che la partecipazione del 50% degli aventi diritto è un dato molto positivo: è vero che i numeri sono inferiori rispetto allo scorso congresso, ma è anche vero che venivamo da un periodo burrascoso e di grande cambiamento. La gente ha ancora voglia di credere nella politica e di essere protagonista del gioco, qualunque cosa accada il 30 aprile il partito democratico oggi sa di poter contare ancora sul suo popolo. Questa cosa non è scontata e il mio ringraziamento va a tutti coloro che ci hanno dedicato del tempo per dare un segnale forte chiedendoci di ricominciare da dove ci eravamo lasciati il 4 dicembre”.

ESITO CIRCOLI PD È PLEBISCITO PER RENZI

di Roberto Nativi

“L’esito del voto dei circoli del Pd è sempre più un plebiscito a favore dell’ex premier Renzi. Se alle primarie questa tendenza sarà confermata, vorrà dire che l’elettorato di centrosinistra ha compreso bene il valore dell’azione di governo messa in campo da Renzi e dalle sue riforme negli ultimi tre anni. Il risultato del referendum, è stato un voto politico avvelenato da una campagna elettorale che ha visto gli schieramenti ostili al progresso dell’Italia appoggiare il No solo per abbattere l’azione riformatrice di un esecutivo che stava facendo risalire la china all’Italia. Renzi, se questi risultati saranno confermati, ha il dovere di continuare a provare a cambiare il nostro Paese”.

PRIMARIE PD: RENZI LA CREDIBILITÀ SE L’È GUADAGNATA SUL CAMPO E LE STATISTICHE LO STANNO DIMOSTRANDO, EMILIANO NE DOVREBBE PRENDERE ATTO

di Roberto Nativi

“Se i risultati sono dalla sua parte, la gente vuole novità e vota per cambiare. Se i risultati sono a suo sfavore, le correnti interne al partito guidano le penne dei cittadini. Emiliano dovrebbe guardare in faccia la realtà e rendersi conto che Renzi la credibilità se l’è guadagnata sul campo e sta raccogliendo i frutti del suo lavoro, lui per ora ha solo collezionato uscite dal partito e ritorni a effetto, la gente non si fa infinocchiare così facilmente. Anche in Puglia ha perso credibilità e sostenitori, non so su che basi si fonda la sua speranza di una possibile vittoria alle primarie”.