Migrazioni. Cefisi: sugli sbarchi Bonino ha ragione, ma scopre acqua calda

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul tema degli sbarchi su cui c’è un livello molto alto di demagogia e distorsione. “Limitarsi a gioire per la diminuzione degli sbarchi è un’ipocrisia visto che la tragedia si è spostata dal mare al deserto e ai centri di detenzione libici” osserva Luca Cefisi, responsabile per il programma di Democratici&Socialisti. “Emma Bonino non ha torto ma sembra mostrare il vecchio vezzo dei Radicali di fare proprio un tema che tutti i riformisti invece conoscono e condividono, ed è oziosa quindi una contrapposizione Minniti-Bonino. Se stai a sentire i Radicali, il divorzio, l’aborto, il no al nucleare li hanno inventati loro: invece erano e sono temi largamente condivisi, e largamente condivisa è la consapevolezza che bisogna intervenite in Libia, e intendo un intervento disarmato di agenzie internazionali e Ong. Questo lo sappiamo tutti, lo sa per primo anche Minniti, che penso sia il primo ad essere imbarazzato da certi suoi fan che lo esaltano attribuendogli una filosofia repressiva e antiumanitaria che un uomo intelligente come lui certamente non condivide”. In sintesi, conclude Cefisi “Quella della Libia è una situazione complessa non esistono soluzioni facili a problemi del genere. L’Italia ha contribuito a che le condizioni sul terreno siano più praticabili di quanto non fossero solo un anno fa. Assieme all’azione di Minniti c’è quella di altri esponenti del governo, per esempio Mario Giro, c’è la nuova iniziativa italiana per finanziare le ONG in Libia, che è molto meglio che inseguire i naufraghi nel Canale di Sicilia. Non è un lavoro semplice, e non può avere risultati immediati, ma possiamo dire che l’Italia sta facendo bene, e fare del problema libico, che c’è tutto, ed è un problema umanitario, politico e di sicurezza assieme, una ragione di polemica nel centrosinistra non è saggio. C’è invece da contraddire con fermezza la vere e proprie balle della destra: non è vero che i rifugiati tra i migranti siano pochissimi, occorre contare oltre ai rifugiati riconosciuti secondo la Convenzione di Ginevra anche chi riceve un permesso umanitario, e arriviamo a circa la metà dei casi. Non è vero che l’Europa non fa niente: i fondi sono arrivati, e anche i programmi di redistribuzione dei rifugiati cominciano ad avere qualche effetto. E non è vero che c’è un’invasione: ricordiamoci che, mentre crescevano i richiedenti asilo, crollavano i migranti economici, e nei fatti oramai l’immigrazione non riesce nemmeno più a pareggiare il deficit demografico italiano”.  

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