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Costruire e non distruggere: I Troll e la mala informazione

di Roberto Nativi

“Costruire un area Socialista nel PD è una grande ambizione, ma è anche una necessità che

avvertiamo nel Paese. Ci vuole impegno e passione e una grande determinazione. Per chi come noi

viene da un percorso socialista, il rispetto e l’ascolto sono i criteri base su cui fondarla. Matteo

Renzi ha iniziato la sua avventura usando lo slogan “mettiamoci la faccia”, impegniamoci, perché

solo da un impegno personale si può davvero ricostruire questo Paese. Il vero problema è che ormai

siamo molto più abituati a dare giudizi, che ad ascoltare e dibattere, perché per dare un giudizio ci

vuole un attimo per confrontarsi, ci vuole passione ed interesse. La rete ha se possibile decuplicato

questa situazione, insieme ad un certo modo di fare stampa in cui prima si attacca con grandi titoli e

poi magari si ritratta in ultima pagina in piccolo, tanto ormai il danno è fatto. E’ di oggi il caso di

Tiziano Renzi, ma ben altri ce ne sono stati e ce ne saranno. Ormai la disinformazione, e l’attacco è

diventato il modo di fare Politica. Sfruttando la frustrazione delle persone, il loro malcontento. In un

gioco in cui non si deve puntare ad essere migliori, ma tutti mediocri.

A questo modo di fare noi opponiamo una logica opposta, noi creiamo un contenitore dove

esprimersi e dibattere e far uscire una linea programmatica, ed evidenziare il MERITO e ascoltare il

BISOGNO perché a noi interessa il dibattito, e dare spazio a chi ha qualcosa da dire. A noi interessa

costruire e non distruggere.

Sull’egida dei distruttori ecco che nascono i TROLL, chi sono?

Creature del buio, senza volto che armati di tastiera sputano sentenze definitive su chiunque,

nascosti dietro a falsi profili social, privati di ogni responsabilità e a, quanto pare, impunibili, ed in

molti casi organizzati ad arte.

Sono i fenomeni più distruttivi della rete, agitatori , disturbatori che non si capisce se siano causa o

effetto dell’inasprirsi dei toni della società, una società che ci appare ogni giorno più violenta e

meno incline a qualsiasi tipo di dialogo. Il fine dei cosiddetti troll è quello di annientare, di giudicare

senza appello, di costringere i vari interlocutori a rispondere per le rime. Si tratta di personaggi così

miserevoli che faremmo anche a meno di parlarne se non fosse che il loro agire crea danni.

Nell’epoca in cui si cerca di combattere le fake news, spesso loro ne sono i paladini e i diffusori,

nell’epoca in cui si cerca di porre un argine al bullismo o cyber bullismo loro ne sono i maggiori

responsabili

Secondo una ricerca del Pew Research Center risalente a due anni fa e riportata da TIME, il 70%

dei giovani tra i 18 e i 24 anni che usano Internet hanno sperimentato questo tipo di violenza e il

26% delle donne della stessa età ha ammesso di aver sperimentato lo stalking online.

Malati di narcisismo, sadismo e psicopatia questi personaggi godono nell’infliggere violenza e

nell’insultare, al sicuro riparo da qualsiasi azione legale nascosti dietro false identità.

In una ricerca su Personality and Individual Differences, un’importante rivista di psicologia, dal

titolo “Trolls just want to have fun” (“I troll si vogliono soltanto divertire”) la definizione

“scientifica” che viene data di troll nell’articolo è quella di una persona che si comporta in maniera

«ingannevole, distruttiva o disturbante in un contesto sociale su internet.

Cosa spinge queste persone ad agire in questo modo non lo sappiamo , probabilmente si tratta di

personaggi sadici patentemente anche nella vita reale che dietro l’anonimato concesso dalla rete

riescono a dare il peggio di sé. Nei casi più gravi di stalking la polizia postale può dietro denuncia

intervenire, mentre i social network ben poco possono per arginare il fenomeno se non ci sono

gravissime violazioni. Il problema rimane però nella zona grigia, in quell’ambito cioè in cui i troll

intervengono da giustizieri, senza argomentare nulla , ma influenzando in maniera demagogica

anche lo scontro politico, alimentando i focolai di tensione e dando un appoggio ai fenomeni più

radicali di questi tempi. Sono un pericolo di fronte al quale siamo indifesi e per il quale l’unica

soluzione sia il buon senso. Quest’ultimo ci impone una sola ricetta: ignorarli. Le personalità

narcisistiche infatti soffrono nell’essere ignorate. Occorre quindi mantenere il sangue freddo, non

dare sponda e non gonfiare lo sterminato ego di tali personaggi.

A chi inneggia alla ruspa, a chi insulta con quel qualunquismo per cui sono tutti “ladri”, tutti da

“mandare a casa” ma non si fa nessun esame di coscienza chiedendosi dove fosse stato in questi

anni dove nel bene o nel male si è potuto sempre scegliere democraticamente da che parte stare, va

opposto solo del sano menefreghismo, ma anche il pragmatismo del fare, perché a chi sa solo

strillare si devono opporre fatti inoppugnabili. Così si fa il bene del Paese, lavorando a testa bassa.

Le buona azioni fanno più rumore del ticchettio di qualsiasi tastiera, per questo noi di D&S

continueremo a dare spazio a tutti, banneremo solo chi offende, ma rispetteremo le opinioni

avverse, perché anche da un cumulo di macerie può sbocciare un fiore e a noi interessa ricostruire

da quel fiore, e non criticarlo o aspettare che appassisca per dire che tutto non funziona”.

Comments

  1. Un po’ di buonsenso cè,non mancherà mai! Grazie,noi vogliamo sostenere Matteo Renzi perché lo stimiamo molto per quello che è per quello che ha fatto e che continuerà a fare,le riforme strutturali,il buon esempio,lo stile di vita! La calma e la competenza con cui sa affrontare ogni nuova situazione! Forza Matteo,forza Maurizio Martina!! il 30 Aprile si avvicina! Buon lavoro a Tutti!!!

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