Ambiente. Mazzetti, una forza riformista per un ambientalismo sostenibile

Il tema dell’ambiente occuperà un ruolo importante nella campagna elettorale essendo diventato trasversale alle politiche dei governi europei e mondiali. Un grande partito riformista come il PD deve mettere in chiaro la propria distanza sia dal negazionismo trumpista che dai comitati del no a tutto. A dichiararlo è Stefano Mazzetti, vice coordinatore nazionale D&S, che sottolinea come un partito riformista debba rifuggire dalle semplici dichiarazioni di principio, tipiche del mondo pentasellato, che non entrino nel merito per trovare soluzioni ai problemi ambientali. Noi siamo quelli della filiera economica, crediamo nello sviluppo sostenibile e in una crescita possibile che parta da un piano per favorire l’economia circolare.

Noi siamo la via concreta all’ambientalismo, come dimostrano i buoni risultati ottenuti dal governo che ha fatto tante cose dando un forte senso di discontinuità rispetto all’immobilismo degli anni passati: penso alla legge sugli ecoreati che aspettavamo da 30 anni, alla legge sullo spreco alimentare, al collegato ambientale, agli interventi sul dissesto idrologico. Interventi frutto del lavoro del Parlamento e dei governi di centrosinistra in questi anni. Un lavoro nella giusta direzione, che però non basta.

Per fare dell’ambiente un asset strategico del nostro Paese, dobbiamo intanto partire dalla strategia energetica nazionale che prevede, entro il 2025, di abbandonare completamente il carbone.

Per raggiungere l’obiettivo sarà necessario incentivare la mobilità elettrica, prevedendo un fondo per i comuni affinché ciascuno sia dotato di almeno una colonnina elettrica.

Poi c’è il grande tema dei rifiuti; partendo da una situazione difficile siamo diventati secondi per differenziate in Europa, ora c’è bisogno di un nuovo sistema fiscale che promuova le tariffe puntuali basate sul principio che chi meno inquina meno paga

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