Dichiarazione di Spoleto

Dichiarazione di Spoleto

(15 luglio 2017)

I Democratici & Socialisti, riuniti a Spoleto il 15 luglio 2017, fondano i loro principi sui valori della giustizia e dell’eguaglianza sociale. Per questo motivo, abbiamo scelto di aderire e dare il nostro contributo al Partito Democratico, partito in grado di esprimere un’azione di governo riformista e una presenza radicata nella società italiana.

Il PD, anche grazie alle innovazioni politiche e alle aperture culturali prodotte dalla segreteria di Matteo Renzi, nel corso del governo dei “mille giorni” e oggi con il governo Gentiloni, ha mostrato di poter esprimere una cultura di governo adeguata alle sfide della modernità. Oggi l’Italia ha compiuto passi avanti importanti in una direzione nuova, grazie a riforme concrete approvate in questi ultimi anni (reddito di inclusione, dopo di noi, unioni civili, terzo settore, lavoro e molte altre). E’ stato creato più lavoro e ci sono più diritti.

Siamo socialisti perché non è soltanto l’ineguaglianza la disgrazia, ma anche la dipendenza che si crea subordinando un uomo a un altro uomo.

Abbiamo costituito i Democratici & Socialisti con l’obiettivo di contribuire a una azione nel PD sempre più decisa nella direzione dei valori e dei programmi del socialismo riformista europeo.

Viviamo tempi complessi e di gravi minacce sociali. Anche per questo il nostro Paese ha bisogno di regole certe, di una magistratura efficace e di un governo stabile.

Abbiamo bisogno di sostenere la visione di un’Italia contemporanea che, secondo l’ispirazione delle riforme che vogliamo, abbia ancor di più una scuola efficiente, se necessario rivalutando anche parte delle riforme del passato; torni a una sanità che abbia a cuore il paziente, gli operatori sanitari e quindi la salute, dove il contenimento dei costi sia un obiettivo corretto ma mai prevalente.

Dopo l’approvazione della riforma, il mercato del lavoro richiede l’adozione di politiche attive per favorire l’incontro tra domanda e offerta, per sostenere una sistema di formazione continua, per garantire certezze ai lavoratori di ogni età, etc.

Siamo per la difesa e l’espansione dello stato sociale, che è da un secolo il segno distintivo delle politiche socialiste in tutta Europa.

Il sostegno del welfare e delle politiche attive del lavoro richiede un ampio gettito fiscale: siamo favorevoli a un alleggerimento della pressione fiscale per i ceti medi e all’estensione dell’area no tax per i poveri e, anche per sostenere questi costi, dobbiamo essere fermi nella lotta all’evasione fiscale, dobbiamo opporci all’innalzamento dell’IVA per sostenere i consumi, siamo favorevoli, secondo le proposte del socialismo europeo, a rafforzare la pressione fiscale su fenomeni speculativi e di finanza slegati alla produzione reale.

“Mille asili in mille giorni” sono un obbiettivo essenziale per consentire la genitorialità, non lasciare le famiglie da sole e rendere più libere le donne.

Lavoriamo affinché tutte le donne e gli uomini del nostro paese passino definitivamente da una stato di sudditanza a uno stato di cittadinanza.

Dobbiamo continuare nell’espansione dei diritti civili. La recente legge tedesca voluta dalla Spd ci ricorda che i diritti delle famiglie non saranno compiuti finché ogni famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale, abbia la stessa dignità, il diritto all’adozione dei figli, il riconoscimento del matrimonio.

Rimane aperta la questione di un fine vita dignitoso, che non è garantito solo dal testamento biologico, ma richiede la possibilità concreta di rifiutare consapevolmente sofferenze insopportabili nel rispetto della dignità e della volontà della persona.

Dobbiamo riportare al centro dell’attenzione politica in maniera razionale e non solo propagandistica l’ambiente, la sostenibilità economica e la tutela delle risorse; tutti temi che la crisi economica e la necessità di dare impulso alla ripresa hanno messo in secondo piano, nell’errata convinzione che per il sistema economico complessivo la tutela dell’ambiente sia un costo e non, invece, una risorsa.

Il nostro paese deve impegnarsi e rinnovarsi per sfruttare al meglio le nuove possibilità economiche che la globalizzazione ha aperto e aprirà nel futuro. Ma questo fenomeno deve essere governato in maniera democratica, poiché non può giustificare la rinuncia a tutti i principi e fondamenti a cui ci ispiriamo. Si deve, quindi, aprire una attenta fase di riflessione e regolazione di questi mercati.

Vogliamo sostenere l’azione italiana per una Europa più unita e solidale contro populismi e sovranismi. L’Europa unita rimane la nostra direzione di marcia, ma ci impegniamo per realizzare un’Europa diversa da quella degli ultimi anni affinché metta al centro delle sue azioni l’Uomo e le sue necessità.