Ostia. Amoroso, il vero vincitore è l’astensionismo

“Dopo una campagna elettorale pesantemente segnata da atti sconsiderati e criminali il popolo si è espresso ed ha eletto il nuovo presidente del Municipio X Ostia-Acilia”. Lo afferma Stefano Amoroso, coordinatore del gruppo romano e tesoriere di D&S.

“Il dato preoccupante che emerge su tutti è quello del trionfo dell’astensione se si considera che ad esprimersi è stato un terzo, o poco più, di elettori. Il vero vincitore di queste elezioni municipali è, dunque, l’astensionismo. Il già bassissimo livello di affluenza alle urne del primo turno (36,10%) si è ulteriormente ridotto al secondo turno, registrando un misero 33,6% di votanti tra gli oltre 185 mila aventi diritto”.

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Giustizia. Caramitti: riforma organica per ridurre i tempi, depenalizzazione colpisce i cittadini

“Quando si tratta del sistema della Giustizia, i cittadini italiani subiscono un vero e proprio disservizio, sia in ambito civile che penale”. Ad affermarlo è l’avvocato Mario Caramitti, responsabile Giustizia e Coordinatore fiorentino dei D&S , che si è detto allarmato della “situazione in ci versa la giustizia italiana soprattutto dopo il fallimento dei numerosi tentativi di riforma. Caramitti sottolinea come la situazione di caos sia ben rappresentata, per quello che riguarda il civile, dalla convivenza di un numero imprecisato di riti: dall’ordinario, al rito del lavoro fino al giudice di pace.
Di fronte a questo stato di confusione accade che per cercare di ridurre i tempi si accorciano i tempi per gli adempimenti dando origine a situazioni paradossali: è possibile istruire cause in tempi lampo, ma poi bisogna aspettare anni per le sentenze.
Invece di assumere nuovi magistrati, invece di indire nuovi concorsi si sceglie di tagliare i tempi per gli adempimenti rendendo la giustizia meno giusta.
Al disservizio si aggiunge poi il costo della macchina che è esorbitante e che rende la giustizia sempre più riservata solo a chi può permettersela; basti pensare a quello che accade con il gratuito patrocinio, dove i pagamenti sono così ritardati che pochi avvocati accettano di farlo.
I costi della Giustizia in Italia sono così alti perché su questi si scaricano introiti che sono, in realtà destinati ad altri settori della contabilità dello Stato.
Non si può fare a meno di una riforma che abbassi tempi e costi, ma c’è bisogno di una visione che guidi la riforma, altrimenti si ripercorrono errori già compiuti; penso ad esempio all’improprio ricorso alla depenalizzazione dei reati più comuni che, in realtà, sono quelli che maggiormente impattano sulla cittadinanza, le persone comuni.

De Rosa; bene il governo sui temi di genere. Ora tutte a lavoro per la manifestazione del 25 a Roma

“Sulla questione delle donne il governo sta facendo passi importanti. Da un lato il G7 di Taormina, organizzato dal sottosegretario Elena Boschi, che ha messo la centro la questione della parità di genere, l’empowerment femminile, soprattutto per quello che riguarda i diritti del lavoro, e il rafforzamento delle misure contro la violenza sulle donne. Sono passi nella giusta direzione”. E’ quanto afferma Daniela De Rosa, responsabile Pari Opportunità dei Democratici e Socialisti.

“Dall’altro”, ricorda De Rosa, “negli scorsi giorni il governo ha promosso l’emendamento per eliminare lo stalking dalla lista di reati estinguibili con un risarcimento. Come donne Democratiche e Socialiste è ora il momento di lavorare insieme per la riuscita della manifestazione del prossimo 25 novembre a Roma, organizzata con la Casa Delle Donne, per far sentire la nostra voce contro la violenza di genere”.

Migrazioni. Cefisi: sugli sbarchi Bonino ha ragione, ma scopre acqua calda

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul tema degli sbarchi su cui c’è un livello molto alto di demagogia e distorsione. “Limitarsi a gioire per la diminuzione degli sbarchi è un’ipocrisia visto che la tragedia si è spostata dal mare al deserto e ai centri di detenzione libici” osserva Luca Cefisi, responsabile per il programma di Democratici&Socialisti. “Emma Bonino non ha torto ma sembra mostrare il vecchio vezzo dei Radicali di fare proprio un tema che tutti i riformisti invece conoscono e condividono, ed è oziosa quindi una contrapposizione Minniti-Bonino. Se stai a sentire i Radicali, il divorzio, l’aborto, il no al nucleare li hanno inventati loro: invece erano e sono temi largamente condivisi, e largamente condivisa è la consapevolezza che bisogna intervenite in Libia, e intendo un intervento disarmato di agenzie internazionali e Ong. Questo lo sappiamo tutti, lo sa per primo anche Minniti, che penso sia il primo ad essere imbarazzato da certi suoi fan che lo esaltano attribuendogli una filosofia repressiva e antiumanitaria che un uomo intelligente come lui certamente non condivide”. In sintesi, conclude Cefisi “Quella della Libia è una situazione complessa non esistono soluzioni facili a problemi del genere. L’Italia ha contribuito a che le condizioni sul terreno siano più praticabili di quanto non fossero solo un anno fa. Assieme all’azione di Minniti c’è quella di altri esponenti del governo, per esempio Mario Giro, c’è la nuova iniziativa italiana per finanziare le ONG in Libia, che è molto meglio che inseguire i naufraghi nel Canale di Sicilia. Non è un lavoro semplice, e non può avere risultati immediati, ma possiamo dire che l’Italia sta facendo bene, e fare del problema libico, che c’è tutto, ed è un problema umanitario, politico e di sicurezza assieme, una ragione di polemica nel centrosinistra non è saggio. C’è invece da contraddire con fermezza la vere e proprie balle della destra: non è vero che i rifugiati tra i migranti siano pochissimi, occorre contare oltre ai rifugiati riconosciuti secondo la Convenzione di Ginevra anche chi riceve un permesso umanitario, e arriviamo a circa la metà dei casi. Non è vero che l’Europa non fa niente: i fondi sono arrivati, e anche i programmi di redistribuzione dei rifugiati cominciano ad avere qualche effetto. E non è vero che c’è un’invasione: ricordiamoci che, mentre crescevano i richiedenti asilo, crollavano i migranti economici, e nei fatti oramai l’immigrazione non riesce nemmeno più a pareggiare il deficit demografico italiano”.  

Sicilia. Gianfranceschi (D&S): ora lavorare per coalizione basata su progammi

“Il dato della Sicilia parla chiaro: divisi si perde. E’ necessario, dunque, lavorare ad una coalizione inclusiva in grado di dar voce e spazio alle varie anime del PD”.

A dichiararlo è Marco Gianfranceschi, vice coordinatore nazionale di Democratici & Socialisti che, commentano i risultati delle elezioni in Sicilia, ha sottolineato l’importanza di creare un soggetto politico di centrosinistra basato su convergenze programmatiche: “la coalizione politica di centrosinistra deve essere costruita su logiche che possano tradursi in un’azione di governo reale e decisa a vantaggio del Paese”.

“Attenzione però a cedere ai ricatti di chi vuole dividere a tutti i costi invece di lavorare a delle proposte condivise; ci serve una coalizione non per distribuire cariche, ma che sia in grado di avanzare delle proposte politiche concrete”, ha concluso Gianfranceschi .

Governo applica golden rule su rete Telecom, un passo nella giusta direzione

La decisione del governo di far valere la golden rule sulla rete Telecom ci sembra un passo nella giusta direzione. Viviamo in un’epoca di sfide complesse che vanno affrontate con entusiasmo ed energie fresche, sempre pronti a cogliere e a valorizzare le opportunità che si presentano.

Siamo contro i catastrofismi e la paura del futuro perché crediamo si debba abbracciare il cambiamento e, anzi, promuoverlo da protagonisti.

Non per questo, però, ci si deve lasciar prendere da smanie prive di analisi e riflessione. La globalizzazione porta con se un patrimonio di occasioni di sviluppo e crescita, di cooperazione e di apertura al nuovo. Attenzione però a perdere le proprie radici e a lasciarsi trascinare dalle correnti senza aver prima imparato a nuotare; non possiamo perdere la guida politica e la sovranità sulle infrastrutture strategiche del nostro Paese.

Come Democratici e Socialisti siamo aperti alla competizione e al mercato, ma vogliamo che si mantenga la possibilità di dare una guida politica ai processi economici; la storia recente e recentissima ci ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che se la politica perde la guida gli interessi pubblici distorti per accomodare le volontà di pochi.

CENTROSINISTRA: BENE PISAPIA, RENZI NON È LO SPAURACCHIO DELLA SINISTRA, NE È IL LEADER

roberto-nativi

«Le polemiche sull’abbraccio tra Pisapia a Maria Elena Boschi sono pretestuose e addirittura pericolose. Attaccarsi a un gesto spontaneo e senza dietrologie, per intavolare polemiche volte solo a spaccare il centrosinistra, significa avere una volontà chiara di fare politica non per costruire ma per distruggere. Per fortuna è arrivata la risposta responsabile e ponderata dell’ex sindaco di Milano: dire che il Pd non è il nemico da combattere, in uno scenario che vede il grillismo e il populismo sempre più in auge, significa aver capito cosa significa progetto vincente per il bene del paese. Renzi non è lo spauracchio della sinistra, ne è il leader, che piaccia o no. Tutte le forze minori dovrebbero digerire questo concetto e cercare una strada comune, proprio come ha detto Pisapia. L’alternativa? Un centrosinistra meno forte e all’orizzonte l’ennesimo fallimento di chi ha paura di vincere e ama vivacchiare su posizioni tanto anacronistiche quanto irrealizzabili».

SALVINI, LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE È INCENTRATA SU POPULISMO E CONSENSO FACILE MA LA GENTE NON È SPROVVEDUTA

roberto-nativi

«Salvini ha perso l’ennesima occasione per tacere. Dire io ho vaccinato i miei figli e poi aggiungere che il decreto approvato ieri al Senato è una marchetta alle case farmaceutiche significa non riconoscere la validità scientifica dei vaccini e rincorrere i no vax e i 5 stelle su un argomento delicato e su cui fin troppo si è dibattuto. Sullo Ius soli poi, definirla una battaglia ideologica di Renzi che vuole ricompattare la sinistra significa non aver capito nulla di cosa vuol dire integrazione e fingere che non esistano migliaia di bambini che sono a tutti gli effetti italiani ma continuano a vivere nello status di stranieri. Salvini continua a incentrare la sua campagna sul populismo e sul consenso facile, ma prima o poi dovrà capire che la gente non è sprovveduta e non si fa incantare da due frasi vuote studiate a puntino».

Ius soli: Tirarsi indietro avrà le sue ripercussioni

roberto-nativi

«Voltarci le spalle sullo Ius soli vorrebbe dire ammettere chiaramente che in tutti questi anni Alternativa Popolare ha appoggiato il Pd solo per convenienza e non per il bene del paese. Chiudere adesso, che siamo vicini alla scadenza naturale dell’esecutivo, è una mossa furbetta per tentare di aprirsi una strada a destra quando ci sarà da rimettere in gioco tutto in vista delle prossime elezioni, ma tirarsi indietro su una battaglia dal peso sociale così elevato avrà le sue ripercussioni per Alfano e i suoi. Per ora Gentiloni ha parlato chiaramente e cercato un accordo, vediamo che succederà a settembre nella speranza che la ragione non venga sopraffatta dal desiderio di potere».

FINE DEL TUNNEL CRISI PERCHÈ RENZI E GENTILONI HANNO PUNTATO SU CRESCITA

roberto-nativi

«Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, si è detto ottimista sul futuro perché sono state fatte scelte intelligenti che ci stanno facendo riemergere dopo anni di sofferenza. Queste affermazioni hanno un peso importante, si tratta finalmente di una luce chiara e decisa in fondo a questo tunnel in cui siamo incastrati da troppi anni. Ci stiamo lasciando alle spalle problematiche importanti come la fragilità del sistema bancario, questo è uno dei motivi per cui siamo in ripresa, lenta ma costante. Se continueremo così il debito pubblico scomparirà da solo, e questo perché gli ultimi governi di Renzi e Gentiloni hanno puntato su crescita e innovazione. Quindi finalmente possiamo dire senza paura di essere sulla strada buona per uscire dalla crisi economica, il grande lavoro fatto dal Pd viene finalmente riconosciuto e dà i frutti che tutti speravamo».